Sara, Matt, Adriano, Mauro: ultracyclists stregati dal comfort delle selle Repente

C’è Sara Armento, ex maratoneta, «…una ragazza che correva, ma che ad un tratto di è innamorata della bicicletta». Ha passato 21 giorni consecutivi in sella saltellando fra un crinale e l’altro delle Alpi, 2.650 chilometri per 63 mila metri di dislivello, pedalando su una Repente Quasar. 

Sara, che ha affrontato con Mattia Susani un «bikepacking» da Trieste a Ventimiglia, ha attraversato i confini di Italia, Slovenia, Austria, Svizzera e Francia, con Col de la Bonette, Col d’Iseran, il  Passo Stelvio, il Timmelsjoch e il Galibier e tanti altri giganti di pietra, spesso sotto la pioggia. La sella Quasar da 260×142 mm a quanto pare ha svolto bene il suo compito. 

Terminato il suo Alpi tour la domanda sui social non si è fatta attendere: «e… il soprasella?». Risposta: «Non ci crederete, ma non ho mai avuto alcun problema». Quando gliel’abbiamo chiesto noi si è proprio lanciata: «Ho la sella Quasar su entrambe le mie bici, la trovo eccezionale». 

C’è Matt Page, uno che ha imparato a pedalare prima ancora che a camminare. Nella vita prova e recensisce bici e componenti. Ha stabilito il singolare record dei castelli visitati in bicicletta: 61 in cinque giorni. Quest’anno si è sciroppato uno dei monumenti del ciclismo Audax, la London-Edinburgh-London. Sulla sua Cannondale ha scelto di montare una Artax GLM di Repente. Responso: «I love that saddle».

E poi c’è Adriano Fusco, un ultracyclist veneto che da anni ha affidato il suo benessere in bici all’azienda vicentina. La sua sella è Latus. Alla 24 Ore di Feltre ha percorso in solitaria 638 chilometri. Nel suo infinito curriculum ultraciclistico ci sono anche le Parigi-Brest-Parigi del 2011 e del 2015 (1260 chilometri), una Piavon 1000 (1230 chilometri) le 1001 Miglia 2016 e 2021, la 999 Miglia del 2017, due Alpi 4000 (oltre 1.500 chilometri e 22 mila metri di dislivello), la Sicilia No Stop 2022 (1000 chilometri). 

Il suo compagno di avventure è Mauro Bianchin, anche lui fedelissimo di Repente (viaggia su una Quasar CR 2.0), un altro randonneur che per meno di 300 km non tira neppure fuori la bici.

Resoconti che valgono più di un attestato per Repente, un’azienda che progetta e produce in Italia e che è partner dei professionisti del Team Bingoal, di cinque squadre Continental, del Team BePink della pluricampionessa europea Silvia Zanardi e di una schiera di bikers, fra cui la campionessa di mtb marathon Lejla Tanovich.

«Per chi trascorre centinaia di ore in bici con pochissimi intervalli di recupero il comfort nella seduta è imprescindibile, per questo le imprese di Sara, Matt, Adriano e Mauro e degli altri ultracyclists che scelgono Repente sono per noi una medaglia al petto – afferma Massimo Farronato, fondatore e Ceo di Repente -. Il comfort delle nostre selle nasce dal design e dai materiali utilizzati. Abbiamo studiato a fondo la forma dello scafo e dell’imbottitura nella zona dell’appoggio ischiatico, ma anche nella parte centrale e in punta. Abbiamo messo a punto nuove soluzioni di design, come Ergo Shape e Close Fit, che oggi rappresentano un marchio di fabbrica della nostra azienda al pari di RLS, il sistema di sostituibilità dei pad. A questo si aggiungono, come dicevo, i materiali. Un esempio: per rinforzare gli scafi in polimero PA12 utilizziamo fibre lunghe di carbonio orientate longitudinalmente, una tecnologia costosa ma molto efficace nell’evitare la deformazione della struttura. Devo dire che i feedback dei professionisti ci aiutano molto – aggiunge Farronato -. Con la Bingoal abbiamo partecipato alla Roubaix, alla Liegi, alla Freccia Vallone e all’Amstel, ma nessuno come un ultracyclist può dirti se sei riuscito a realizzare un prodotto davvero comodo. Chi pratica ciclismo estremo non può accettare compromessi sul comfort». 

Massimo Farronato