Bici.Pro: “Ergo Shape, libertà ai muscoli per pedalare meglio”

Il tema della biomeccanica associato al benessere in bici è sempre attuale. Ma oggi la seduta in sella non è più “solo” una questione di salute, perché è sempre più una sorta di nuovo confine che permette di pedalare più forte e più a lungo. La nostra posizione in bici e come ci sediamo sulla sella influiscono in maniera esponenziale sull’equilibrio di tutto il nostro corpo, dal basso verso l’alto e viceversa.

Bici.Pro ha scambiato due chiacchiere con Alessandro Mottola, biomeccanico di fama internazionale, che ha contribuito allo sviluppo del concetto Ergo Shape di Repente.

Che cos’é Ergo Shape?

E’ un concetto molto semplice. Si basa su alcuni fattori che il mondo del ciclismo e della biomeccanica hanno trascurato, o hanno valutato come secondari. Ergo Shape di Repente ha l’obiettivo di lasciare una maggiore libertà ai muscoli del bicipite femorale e gli ischio-crurali. Sono quei comparti muscolari dell’interno della coscia, che spesso non hanno lo spazio necessario per muoversi in modo naturale. Il blocco, oppure lo schiacciamento anomalo e prolungato di questi distretti muscolari, può portare a perdite di forza e tensioni a livello del ginocchio. Oltre al comfort ed al piacere di stare in bici, l’obiettivo è quello di lasciare liberi questi muscoli, protagonisti nel gesto della pedalata.

Come nasce il concetto Ergo Shape di Repente?

Il protocollo nasce da un’idea e dalla collaborazione con l’azienda Repente, il risultato di uno studio che combina le caratteristiche del corpo umano e di come interagisce con il prodotto sella. Inoltre Ergo Shape vuole dare una maggiore considerazione ai punti di appoggio soggettivi del ciclista, andando oltre gli standard attuali. Noi biomeccanici, ma anche l’utente finale, che sia un atleta di primissimo livello, oppure un praticante saltuario, dobbiamo sfruttare una tecnologia semplice e di facile applicazione. Ergo Shape è un strumento comprensibile, una soluzione per la forma della sella, che nasce senza troppe complicazioni e con risultati che diventano tangibili nell’immediato.

Dal lato pratico, cosa significa?

Davanti agli ischi c’è una serie di muscoli e di terminazioni nervose, fondamentali per un gesto ottimale. Pochi biomeccanici e produttori di selle, ad oggi, hanno considerato e valutato quanto può incidere il blocco di questi muscoli, per via degli ingombri non corretti delle selle. Grazie allo sviluppo di Ergo Shape, con Repente sono state disegnate delle selle che lasciano un’ampia libertà di movimento nella sezione interna e frontale della coscia, per una pedalata fluida e priva di sovraccarichi. Tutto questo a prescindere della larghezza della sella, anche se proprio la larghezza è un dato da tenere sempre in considerazione. Posso anche dire che proprio le forme delle selle Ergo Shape abbracciano l’80% e oltre dei ciclisti, ma il protocollo è ancora in evoluzione.

Libertà della pedalata, sovraccarichi e larghezza: è tutto connesso?

Sono tutti fattori connessi tra loro. Una sella troppo larga e che blocca la gamba, porta a scompensi nel corso della pedalata, sovraccarichi muscolari, articolari e perdita di performance. Determinare la giusta larghezza degli ischi di un atleta è fondamentale. Giocano un ruolo primario anche il peso del ciclista e la sua flessibilità. Ad esempio, più un ciclista è flessibile maggiormente sarà la sua capacità di sfruttare una sella piatta, ma dobbiamo dare modo alla sua gamba di girare libera. Se facciamo pedalare un atleta su una sella che è ingombrante e si scontra con il suo modo di appoggiare il corpo, lo obblighiamo ad andare contro la sua natura. Il ciclista si sposterà in avanti in maniera anomala, abbassandosi in un modo non corretto. Così si chiuderanno gli angoli del ginocchio e della caviglia, creando delle pressioni prima di tutto sul ginocchio. Il primo riscontro negativo è la perdita di efficienza, prima quando si pedala in pianura. Ma gli effetti negativi si riflettono anche sulle braccia e sul busto, nella zona lombare, schiena e sul muscolo del trapezio. Inoltre il corridore diventa meno efficace in fatto di aerodinamica.

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